“… Turcotte’s extraordinary idea of music emerges everywhere vivid and pulsating, engaging and convincing the listener from the first to the last second of the record.”
Réverbères, il nuovo lavoro della compositrice Roxanne Turcotte, appena uscito per Empreintes Digitales, è un’opera ambiziosa e composita, stratificata e complessa, dal raggio d’azione e dal respiro amplissimi, nella quale la musicista dà sfogo a tutto il suo talento e infonde in ogni centimetro cubo dei pezzi la sua passione, il suo trasporto e la sua inconfondibile firma. Proprio per questo straordinario equilibrio di tecnica e di partecipazione sentimentale, il progetto è di grande spessore.
In Réverbères la Turcotte decide di includere una serie di composizioni elettroniche sperimentali di classica contemporanea estremamente variegate e difficili, che centrano tutte l’obiettivo dell’artista di coinvolgere e sconvolgere l’ascoltatore accompagnandolo in un universo nel quale siamo chiamati a costruire pian piano e al buio le nostre poche certezze. È un viaggio difficile, per il quale occorre essere mentalmente e spiritualmente preparati. Gli otto pezzi di Réverbères sono coerenti con lo scopo di Turcotte di provare a occupare l’aria col suono spingendosi sempre oltre, senza timori e senza alcun freno. Ogni pezzo è a suo modo un labirinto di segni e di immagini estremamente ostico da attraversare, entro il quale si può restare feriti, che possono scioccare a lungo.
Le composizioni di Réverbères sono estremamente avanguardistiche e ben poco canoniche pur essendo inserite in un contesto di elettronica-classica contemporanea coraggiosa e internazionale ben nota agli addetti ai lavori. In questo contesto composizioni come Le bruit des soupirs, scritta in più fasi tra 2014 e 2020, si coniugano perfettamente con il panorama teorico di questo mondo musicale arduo e a suo modo tormentato. Lunga, indecifrabile e particolarmente riuscita è la splendida Les oiseaux de Nias, composta tra 2017 e 2020, per cinque strumenti a fiato, venticinque bird calls e fixed medium, suddivisa in tre movimenti, che vede al suo interno un numero enorme di performer. La lunghezza della composizione, tuttavia, non concede alcuna distrazione a chi ascolta, rapito e avvinto com’è dalle frequenze incerte, dalle fragili melodie e dalle ipotesi di lavoro che il pezzo attraversa.
Il talento compositivo di Roxanne Turcotte brilla nel corso di tutto il progetto. Che si tratti dell’apertura del disco, affidata a Masques et dichotomies, dieci minuti di sintetizzatore e fixed medium passionali e irriverenti, o della più breve e particolarmente avvinghiante Tango déconstruit, risalente al 2017, o ancora dell’affascinante Les oiseaux de Nias 2, anch’essa composta in più fasi tra 2017 e ‘20, la straordinaria idea di musica che ha Turcotte emerge ovunque vivida e pulsante, coinvolgendo e convincendo l’ascoltatore dal primo all’ultimo secondo del disco.
Originally published by Samuele Conficoni, Music Map.Read the original article on Samuele Conficoni, Music Map
